Thursday 23 July 13:30
- 15:00
Hall: Z-CASA ITALIA MINDLAB 2
Division: CASA ITALIA MINDLAB
Il gioco d'azzardo sta attraversando una trasformazione profonda. La digitalizzazione, la crescente accessibilità dei prodotti, l'integrazione con piattaforme mobili, sport, media e sistemi di pagamento hanno modificato le condizioni entro cui il consumatore prende decisioni, gestisce il denaro e tenta di autoregolarsi. Nel panorama internazionale, il dibattito scientifico e istituzionale si sta progressivamente spostando da una lettura centrata sul solo "giocatore problematico" verso una prospettiva più ampia di salute pubblica e consumer health, in cui il danno da gioco viene compreso come esito dell'interazione sistemica tra vulnerabilità individuali, competenze, design dei prodotti, contesti commerciali, strumenti di tutela e responsabilità regolatoria.
In questa prospettiva, le aziende del gioco occupano una posizione centrale e ambivalente. Da un lato, rappresentano uno dei principali nodi critici del sistema, poiché progettano, distribuiscono e promuovono prodotti che possono intensificare accessibilità, continuità di gioco, coinvolgimento emotivo e rischio di perdita di controllo. Dall'altro lato, proprio perché detengono dati, infrastrutture tecnologiche, punti di contatto con i consumatori e capacità operative, possono diventare una risorsa strategica per la prevenzione, a condizione che il loro ruolo venga inserito entro partnership trasparenti, regolamentate ed evidence-based con istituzioni, servizi sanitari, enti di ricerca e policy maker. Questa ambivalenza si estende anche al livello istituzionale, poiché il mercato del gioco è un settore regolato da cui derivano rilevanti entrate pubbliche. Ne consegue una tensione strutturale tra interessi erariali, sostenibilità economica del comparto, responsabilità d'impresa e obiettivi di salute pubblica.
In questo scenario, il paradigma tradizionale del Responsible Gambling appare necessario ma non più sufficiente. Molti strumenti di tutela si fondano infatti sull'idea che il giocatore sia in grado di riconoscere tempestivamente il rischio, definire limiti, monitorare la spesa e interrompere il comportamento quando necessario. Tuttavia, proprio nei contesti di maggiore coinvolgimento, perdita o pressione emotiva, l'autocontrollo può diventare la risorsa più fragile. La domanda diventa quindi cruciale: possiamo continuare a immaginare il gioco responsabile prevalentemente come richiesta di autocontrollo individuale, o dobbiamo costruire condizioni, competenze e strumenti che rendano tale controllo realisticamente possibile?
La tavola rotonda intende affrontare questa domanda ponendo al centro il concetto di consumer health applicato al mercato del gioco. In particolare, verrà discusso il ruolo della financial literacy come competenza preventiva e protettiva: come una capacità integrata di comprendere rischio, probabilità, perdita, budget, aspettative di vincita e conseguenze finanziarie delle proprie decisioni. A partire da evidenze cross-culturali sul rapporto tra financial literacy, percezioni del rischio, autocontrollo e comportamenti di gioco, l'intervento proporrà una doppia logica di azione: da un lato, la prevenzione attraverso lo sviluppo di competenze finanziarie e decisionali; dall'altro, il ripensamento degli strumenti di gioco responsabile affinché non dipendano esclusivamente dalla capacità del singolo di autoregolarsi nel momento critico.
Il confronto coinvolgerà prospettive accademiche, aziendali, istituzionali e sanitarie, con l'obiettivo di discutere come aziende attive nel mercato del gioco, policy maker e sistemi di cura possano contribuire a un modello di tutela più maturo, evidence-based e orientato al benessere.
Presenters:
Chiara Barone, Università cattolica Sacro Cuore, Milano
Gianluca Brambilla, Open
Serena de Vita, SISAL
Guendalina Graffigna, Università Cattolica Sacro Cuore, Milano